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Effetto McGurk: ecco perché inganna tutti

Non ti dirò nulla, per non influenzarti. Inizia guardando questo breve video della nostra Linguisticattiva (Veronica Repetti) riguardante l’effetto McGurk.

Incredibile, vero?

Non credi che sia la stessa sillaba? Allora riguarda il video ad occhi chiusi e ti renderai conto che viene davvero pronunciata la stessa sillaba.

Su YouTube si trovano anche tantissimi altri esempi, te ne lascio uno QUI se vuoi curiosare un po’.

Ma adesso veniamo al dunque: che stregoneria è mai questa?

Cos’è l’effetto McGurk

L’effetto McGurk è un fenomeno percettivo in base al quale la vista e l’udito interagiscono per riconoscere una parola, una sillaba o un fonema (si parla in questo caso di integrazione multisensoriale). Ciò che accade è che la vista ha una prevalenza sull’udito. In questo modo, il cervello cercherà di spiegare ciò che pensa di sentire con un suono più vicino a ciò che sta vedendo.

In altre parole, come hai visto nel video di Veronica, la sillaba che viene pronunciata potrebbe non essere immediatamente riconoscibile, così il tuo cervello in automatico legge il labiale per cercare di capire cosa si sta dicendo. Il modo in cui vengono posizionate le labbra fa pensare inizialmente ad una sillaba come “FA”, mentre, nella parte successiva, sembra dal labiale che la sillaba sia “BA”. Se hai riprovato ad ascoltarlo ad occhi chiusi, ti sarai reso conto che la sillaba realmente pronunciata è a metà strada tra le due (e in ogni caso è sempre la stessa).

Ricerca e conseguenze dell’effetto McGurk

L’effetto McGurk è stato scoperto per la prima volta nel 1976 da Harry McGurk e John MacDonald.

Da allora, è stata fatta molta ricerca al riguardo, che ha indagato diversi aspetti del fenomeno, come la variabilità individuale nella suscettibilità all’effetto e realizzando versioni del test McGurk in realtà virtuale.

Ad ogni modo, la ricerca ha sempre confermato l’esistenza di questo fenomeno.

L’effetto McGurk ha importanti conseguenze sulla comunicazione interpersonale, perché sottolinea quanto per noi siano rilevanti non solo i segnali della comunicazione verbale, ma anche quelli della comunicazione non verbale. Al punto che la comunicazione non verbale (che percepiamo con la vista) prevale su quella verbale (che percepiamo con l’udito) in situazioni in cui ci sono delle forme di incertezza.

Quindi, ci fidiamo dei nostri occhi e meno delle nostre orecchie.

Pensate a chi ha problemi di udito: riesce a comprendere ciò che dicono gli altri proprio grazie alla lettura del labiale.

Illusioni percettive

L’effetto McGurk è nient’altro che un’illusione sperimentata dal nostro cervello. Il nostro cervello, infatti, a volte non è esattamente una macchina perfetta, ma può essere ingannato da alcune illusioni percettive.

Ti lascio con degli esempi molto noti di illusioni estremamente ingannevoli (più le guardi e più dici “Ma dai, non è possibile!”).

Illusioni figura-sfondo.

Tu cosa vedi a primo impatto? Un vaso (concentrandoti sul bianco) o due volti di profilo (concentrandoti sul nero)?

Illusione di Ebbinghaus.

Incredibile ma vero, i pallini arancioni sono della stessa dimensione. Questa illusione dimostra quanto per il nostro cervello, per organizzare la percezione, sia fondamentale il confronto tra gli elementi che compongono il contesto.

Illusione di Muller-Lyer.

Ammetto che ci ho provato. Ho preso un righello e l’ho posizionato alle estremità delle due linee parallele, per vedere se corrispondessero davvero. Ebbene sì, le due linee sono della stessa lunghezza.

Michela Formicone

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