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Un anno di Covid: equilibrio e nuove regole in casa

Stiamo tutti attraversando un momento difficile. Un anno impegnativo, sia per noi che per i nostri figli. Giallo, arancione e rosso non sono più solo colori, sono il termometro che condiziona le nostre vite. Ad un anno dall’inizio di questo incubo, ci ritroviamo punto e a capo. Qui in Lombardia e in altre regioni, le scuole sono chiuse, i giochi sono transennati e il rischio di zona rossa ci fa intravedere, dall’uscio, la seconda primavera chiusi in casa. Non so voi, ma io fatico sempre di più a mantenere una certa lucidità. Sono nervosa, troppo nervosa, mi sto antipatica da sola in questa modalità. E poi sono stanca, fisicamente intendo, mi addormento appena tocco il letto, per poi svegliarmi nella notte al primo fruscio che arriva al mio orecchio. E non mi riaddormento per ore, fino a dieci minuti prima che suoni la sveglia. Ho tanti pensieri per la testa, tutti più o meno catastrofici. Guardo le notizie sul telefono ogni ora, massimo ora e mezza, per cercare di capire se domenica mattina potremo andare in edicola, l’unico svago che ci concediamo da mesi, o se la prossima settimana andrò al lavoro e se e quando Aurora tornerà a scuola. 

La situazione sanitaria mina l’equilibrio in famiglia

Quello che sto diventando, però non mi piace, scatto con Aurora per un nonnulla, non sopporto Emiliano e mi rendo conto che in tutto ciò loro hanno solo la colpa di esistere e di essere stanchi e nervosi quanto me. L’unica cosa che riesco a fare in questi giorni è chiedere scusa, ad Aurora soprattutto che non è abituata a queste mie reazioni. Le spiego che sono nervosa, che lei non c’entra, ma in cuor mio, vorrei fare di più. La prima cosa che posso fare è cercare di tornare ad una parvenza di equilibrio interiore. Già perché se sono sfasata io, non posso pretendere che mia figlia sia serena. Infatti i nostri figli, grazie all’effetto dei neuroni a specchio, tendono a riflettere il nostro stato d’animo. Quindi mi attivo immediatamente per attuare un piano preciso che mi permetta di tornare anche solo vagamente serena. 

Chiedo aiuto ad Emiliano (dopo averlo quasi sbranato il giorno prima, povero) gli spiego che ho bisogno di un’ora al giorno per ricaricarmi e insieme decidiamo che lui si occuperà del pranzo mentre io ne approfitterò per farmi una corsetta in campagna (mens sana in corpore sano, speriamo). Dopo la corsa e una doccia, lui tornerà al lavoro, io starò con Aurora che potrà guardarsi un’oretta e mezza di televisione mentre io lavorerò un po' al pc. 

Emergenza Covid: nuove regole in casa

E devo ammettere che le cose iniziano ad andare meglio, ma sento che c’è ancora qualcosa da sistemare. La mattina, mentre sono al lavoro, Aurora sta con la nonna, tira fuori una marea di giochi che quando torno, per riordinarli ci vorrebbero almeno tre persone. Alcune cose rimangono dove sono perché “Ti prego mamma lasciale lì, mi servono anche domani!” e così al caos si aggiungono anche le installazioni permanenti di giochi. Non va bene per niente, perché solo vederli mi fa ribollire il sangue. Ci vogliono delle nuove regole quando le situazioni cambiano così all’improvviso. Ogni volta che si tira fuori un gioco nuovo, il gioco precedente va messo a posto. In casi eccezionali qualcosa può rimanere, ma non tutto. basta una mezza giornata ad Aurora per integrare la regola, cioè, ogni volta glielo devo ripetere, lei fa un po' di resistenza ma sa che non ha alternative, quindi lo fa. In questo modo riesco a tollerare quel po' di disordine che chi ha figli non può pretendere di non avere. 

Passano i giorni e gli equilibri piano piano si ristabiliscono. A volte Aurora, quando sto per andare a correre mi chiede di stare insieme “mamma non andare, stai con me” e io le ricordo i giorni in cui, per nessun motivo, mi arrabbiavo anche con lei “ho bisogno di andare a correre, mi aiuta a non arrabbiarmi, torno prestissimo e poi stiamo insieme, ok?” “ok, allora ti aspetto”.

Prima di tutto il nostro equilibrio, poi, e solo poi, tutto il resto. Ricordiamolo sempre.

 

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