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Una finestra rotta può aumentare il rischio di criminalità?

Anche se per molti una finestra rotta non è nient’altro che una finestra rotta, alcuni studi sociologici dimostrano quanto questo elemento sia in realtà più influente di quel che sembra. La “teoria della finestra rotta” fu introdotta da J.Q Wilson e G.L. Kelling all’interno di un articolo di scienze sociali. È una teoria criminologica secondo la quale la presenza di una finestra rotta all’interno di una società potrebbe innescare fenomeni di emulazione. Questo contribuirebbe ad aumentare il degrado urbano e sociale. 

L’ordine pubblico è qualcosa di molto fragile e se tu non ripari la prima finestra rotta. Presto tutte le finestre saranno rotte.

J.Q Wilson e G.L Kelling nell’articolo “Broken windows. The Police of Neighborhood Safety”, 1982.

L’individuo è il risultato del contesto sociale?

L’ambiente circostante influenza profondamente le azioni del singolo, il quale ricerca al suo interno le norme sociali. Un ambiente urbano degradato o segnato da atti vandalici trasmette l’idea che le norme siano assenti e che le trasgressioni restino impunite. Questo attenuerà il timore della punizione e aumenterà la probabilità che un secondo atto vandalico si verifichi, provocando una reazione a catena. Al contrario, se la finestra rotta venisse subito riparata, l’impressione sarebbe quella di un luogo monitorato e ordinato, che non lascia spazio alla trasgressione. L’ambiente comunica all’individuo alcune norme di comportamento. Così come l’incuria suscita trascuratezza e disordine, l’ordine e la cura del contesto invitano l’individuo a portare rispetto. 

La finestra rotta: l’esperimento del professor Zimbardo

Il professor P. Zimbardo, alla fine degli anni ‘60, osservò meglio il fenomeno attraverso un esperimento. Egli lasciò due macchine identiche all’interno di due quartieri differenti, entrambe senza targa e con il cofano aperto. La prima era situata in una ricca zona di Palo Alto, in California, la seconda nel Bronx a New York, noto per povertà e degrado sociale. Le due auto furono osservate per tutta la durata dell’esperimento da un team di specialisti, i quali avevano il compito di osservare l’atteggiamento dei passanti. La macchina lasciata nel quartiere ricco rimase intatta, quella nel quartiere povero fu vandalizzata, smantellata e privata di alcuni pezzi. L’esperimento non si concluse qui, Zimbardo decise di rompere un finestrino all’auto situata a Palo Alto per osservare l’eventuale reazione dei passanti. Il risultato fu lo stesso osservato nel Bronx. L’auto fu smantellata e derubata da persone che sembravano apparentemente benestanti.

L’incuria incita la criminalità: basta davvero una finestra rotta?

Questo fu un dato particolarmente significativo,  se inizialmente si pensava che il vandalismo fosse una conseguenza della povertà, l’esperimento di Zimbardo mostrò come invece esista una correlazione tra il comportamento sociale e l’ambiente. Anche un quartiere ricco, se presenta segni di degrado e noncuranza, incita la criminalità e il vandalismo.

Tolleranza Zero

Creare un clima volto al rispetto della convivenza e delle norme sociali è il tentativo migliore per contrastare la criminalità e ridurre il rischio di crimini più gravi. Un atteggiamento di “tolleranza zero” nei confronti del reato comporta inoltre risultati migliori rispetto a qualsiasi altra misura repressiva. Essere intransigenti nei confronti di ciò che compromette l’ordine sociale genera società pulite, organizzate e rispettose delle norme sociali. 

Valentina Pano
About author

Studentessa di filosofia all’Università di Milano. Ama riflettere sulle questioni della vita. Scrive monologhi prendendo ispirazione dalla realtà che la circonda. È appassionata di filosofia e di tutto ciò che stimola il pensiero. Con le sue parole cerca di far luce sugli aspetti della realtà che le stanno a cuore.
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