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Vademecum per i saldi: Cinque regole per renderli efficaci

Che immagine avete dei saldi?

Esattamente questa! la scia di polvere di Gnu impazziti

Durante i saldi si realizza praticamente lo stesso frame: gente che corre per le strade dello shopping con lo sguardo perso; persone che si fermano ad ogni fila sospinta, così giusto per; altri che rimbalzano come palline sbronze da una vetrina all’altra.

Con il Covid il tutto é in slow motion

Online la situazione non è diversa. Perché́ di base, che il luogo dove consegnare i codici della carta sia fisico o reale, quello che facciamo è obbedire ciecamente ad un desiderio che in realtà̀ non è il nostro. 

L’imperativo diventa “melius abundare quem deficere”, che neutralizza la conversazione su sostenibilità̀ e responsabilità̀, vanifica la ricerca della inspo caption sotto la foto con camicia sbottonata, orologio abnorme e sorriso a 72 denti “la legge del lusso non è aggiungere, ma togliere”. 

Quello che erroneamente si tende a fare con i saldi è lasciarsi guidare dalla convinzione che maggiore è la quantità̀ di abiti/accessori maggiore è il valore della persona che li possiede, finendo spesso con il preferire la quantità̀ alla qualità̀. 

Il danno non é solo economico

Lasciandosi trasportare dal vento degli sconti come in una sorta di rituale di shopping orgiastico ed obbedendo unicamente al principio del piacere, si accumula roba senza criterio, in modo confusionario e dissonante. Un po’ quello che avviene negli episodi di abbuffate e quando si perde il controllo di sé: quello che resta sono sensi di colpa, una sensazione di vuoto e la seguente punizione, che si può̀ articolare nella forma della restrizione e della rinuncia. 

Un’altra motivazione disfunzionale che sovente guida il comportamento durante la sale season è quella per cui il periodo saldi viene considerato come l’occasione per accaparrarsi pezzi che si desiderano perché́ visti su altre persone (senza dunque considerare se siano o meno adatti a sé) e capi “non si sa mai”, ossia quelli che forse un giorno potrebbero piacere o quelli di una taglia che un domani si potrebbe portare. 

Altro errore che siamo indotti a commettere, sempre facendo riferimento alla logica quantità̀>qualità̀, è quello di depauperare tutte le nostre energie, fisiche ed economiche, in brand fast fashion, precludendoci la possibilità̀ di premiarci con un capo di migliore fattura o con l’accessorio del brand di lusso amato. Rimandando così gratificazione e soddisfazione del desiderio reale che ci appartiene. 

Per non parlare del “ma si! Tanto per 3,99 €…!”, che non fa male finché non viene riferito alla propria persona ed entra a far parte della stima che l’individuo ha di sé. 

Dobbiamo rimodellare il concetto che abbiamo di “saldi”

Devono essere considerati come uno spazio e un tempo ludici, non come una battaglia in cui vince la mano che riesce ad appoggiare il contact less più velocemente. 

Dovremmo vedere i saldi come l’occasione in cui provare sé diversi, concedere ad altri aspetti della nostra identità̀ di venir fuori, sperimentare emozioni bloccate, approfittando del vantaggio economico. 

I saldi devono poi essere il momento anche per riconoscerci dei premi, finalmente: la borsa che abbiamo corteggiato per mesi, il tailleur che associamo al potere, l’abito che forse metteremo poco ma in cui ci sentiamo delle regine! 

Ecco un vademecum utile per agire al meglio durante i saldi

1.   Fate uno schema in cui definire cosa manca nell’armadio (es. serve qualche camicia in più̀), la novità̀ che vorreste aggiungere (nuovi colori, forme, capi); 

2.   Stabilite un budget (con un mini-micro margine di oscillazione). Questo serve più̀ che altro per evitare acquisti inutili di impulso e ritornare allo schema al momento opportuno. 

3.   Muovetevi avendo come modello di riferimento la vostra identità̀, la vostra immagine. Non comprate capi perché́ stanno bene “su tizio” o perché́ lo ha detto “caio”. Non siete tizio e caio, non è detto che siate felici e a vostro agio nei loro stessi abiti. In più̀ tizio caio non vi conoscono; devono darvi certi consigli perché́ sono pagati per farlo! 

4.   Evitate taglie e numeri a caso. Non comprate capi di taglie più̀ piccole/grandi in previsione di quando raggiungerete il peso agognato: guardarli appesi nell’armadio aumenterà̀ solo il senso di frustrazione e inadeguatezza. 

5.   Giocare, azzardare e premiare: considerate i saldi come una occasione di shopping che mira a valorizzarvi e non a comprare abiti per sminuirvi. Osate sentirvi sexy provando quel vestito rosso; concedetevi quell’acquisto importante cui anelate da tempo ma che vi siete sempre negati. 

D’altronde, amiamo Bill che è la dimostrazione grafica che non bisogna aggiungere troppo per essere adorabili. Sono sicura che se andasse in giro per saldi fuori dal web adotterebbe questi 5 semplici accorgimenti. Per cui ora che andrete a fare shopping, non siate come lo gnu stordito che travolge Mufasa, ma siate come Bill. 

 

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