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Wally la balena grigia a spasso nel Mediterraneo

Wally ha circa un anno e ha fame

Agli inizi di marzo era stata avvistata a largo del Marocco, ad aprile invece si era avvicinata al perimetro delle isole pontine, poi al Golfo di Napoli, per ora arrivare fino alla Liguria.

Sono state avanzate diverse ipotesi circa la sua singolare presenza in questo emisfero. Si pensi che precedentemente ne erano stati avvistati solo due adulti nel Mediterraneo e nell’Atlantico, rispettivamente uno nel 2010 e l’altro nel 2013.

Dopo diverse settimane di osservazione, si è giunti alla quasi certa conclusione che si tratti di un esemplare molto giovane, lungo infatti poco più di 7 metri, nato probabilmente all’inizio del 2020 e che ha nuotato attraversando l’Artico, fino ai nostri mari.

Wally però, questo il nome che gli è stato dato, parrebbe essere un individuo più piccolo della media, che risulta malnutrito, probabilmente a causa del suo lungo viaggio. 

Si avvicina spesso alla costa, e ciò rappresenta solitamente un segnale d’allarme per le varietà di balene che si cibano di plancton, perché come è noto, si arenano solo quando sono prossime alla morte. Diverso è il caso di questa specie che si ciba di piccoli crostacei, tipici abitanti marini dei fondali bassi. Tutto lascia ben sperare che “la nostra” sia quindi alla ricerca di cibo, e che soprattutto riesca a trovarlo anche in un luogo così insolito. 

Ad occuparsi del caso è Sabina Airoldi, direttrice dell'Istituto Tethys, i cui ricercatori, assieme alla Guardia Costiera, sono riusciti a misurare la balena per studiare meglio il fenomeno, e monitorarlo, seguendo il suo particolare sviluppo. L’intenzione è quella di preservare il cetaceo dai possibili rischi di collisione con imbarcazioni o involontaria cattura in reti da pesca. 

 

Un codice di condotta per la tranquillità di Wally

È stato comunicato un codice di condotta per chiunque dovesse imbattersi in Wally. 

Attraverso l’app PlasticfreeGC, si può segnalarne l’avvistamento, ma è richiesto di mantenere una distanza di almeno 100 metri ed evitare l’assembramento di barche, per non spaventarlo o procuragli ulteriore stress. È cura della Guardia Costiera poi, non comunicare mai in tempo reale la sua posizione per scongiurare l’avvento dei curiosi.

 

Studi più approfonditi hanno dimostrato la presenza delle balene grigie nell’Atlantico, e poi nel Mediterraneo, fin dall’epoca romana, grazie al ritrovamento di alcuni fossili. Questa specie di mammiferi, di cui era apprezzata non solo la carne ma ancor di più il grasso, da cui si ricavava un olio usato come combustibile in età pre industriale, ha raggiunto poi l’estinzione in questa area, a causa dell’intensiva caccia. 

Nell’ Oceano Pacifico e in quello Indiano, hanno trovato invece un luogo più favorevole che gli consente di vivere e riprodursi senza affrontare grandi problemi.

Conoscendo un po’ meglio Wally, si capisce che qualsiasi sia la ragione per cui si trova nelle nostre acque, siamo di certo dinanzi ad un esemplare che sta combattendo per ambientarsi in un posto sconosciuto. Un comportamento che mette in luce il forte spirito di adattamento della natura e dei suoi abitanti, dai quali abbiamo solo da imparare. 

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